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ULCERE DA DECUBITO: UNA BATTAGLIA DIFFICILE

SI TRATTA DI UN EVENTO COMPLESSO, SOLO IN PARTE DOVUTO ALL’AZIONE
SUI TESSUTI DI COMPRESSIONI MECCANICHE. L’ULCERA DA DECUBITO È LA SPIA DI UN CATTIVO FUNZIONAMENTO DEL METABOLISMO DELL’ORGANISMO, DELLE DIFFICOLTÀ DI UTILIZZARE IN MODO ADEGUATO PROTEINE, ZUCCHERI E VITAMINE. PIÙ DELL’80% DEGLI ANZIANI DI ETÀ SUPERIORE AI 70 ANNI E AFFETTI DA POLIPATOLOGIE PRESENTA UNA O PIÙ ULCERE DA DECUBITO.

Con il termine “ulcera da decubito” o “ulcera da pressione” si intende erroneamente e comunemente una qualsiasi lesione causata da una continua pressione esterna che provoca il progressivo danneggiamento dei tessuti. Si tratta però di una denominazione non corretta, con la quale si sottolinea l’importanza del ruolo patogenetico di un fattore

(la pressione meccanica sui tessuti), che è sempre più ritenuto secondario e poco significativo.
Infatti queste lesioni sono il risultato della diffi coltà dell’organismo a mantenere validi processi metabolici nei tessuti periferici, assicurando un adeguato apporto di proteine, vitamine, ossigeno, ecc. sia per carenza che, il più delle volte, per il deterioramento dovuto all’invecchiamento dei processi metabolici.Infatti le “ulcere da pressione” sono frequentissime in pazienti anziani, dove scompensi del metabolismo proteico legati a gravi patologie sistemiche o a stress ed al mal funzionamento dei sistemi biologici dovuto all’invecchiamento concorrono alla comparsa della malattia. È per questo che le aree cutanee interessate non sono, come fi nora pensato, solo quelle che ricoprono le prominenze ossee, su cui si possono esercitare con maggiore facilità pressioni sui tessuti in relazione alla posizione assunta dal paziente (regione sacrale, ischiatica, trocanterica, scapolare, talloni, malleoli esterni, condili femorali e gomiti), ma in generale ogni parte del corpo.

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