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L'opininone di...

Marina Mazzero Segretario Regionale Sindacato Medici Italiani

L’Accordo Integrativo Regionale, sottoscritto nel dicembre del 2005, traccia i cardini di un’elaborazione innovativa, frutto dell’intento di cambiamento reale del tipo di offerta sul territorio. Nuova offerta rispetto ad una domanda che cambia e rispetto anche ad un progetto di cambiamento del modo di lavorare del Medico di Medicina Generale. Non più isolato nel suo studio, ma integrato in una rete di servizi sanitari, collegamenti informatici e processi di modernizzazione di una situazione, pur nel rispetto del rapporto di fiducia personale che caratterizza la libera scelta del Medico di Famiglia. Questo Accordo ha dato una forte spinta al processo di informatizzazione degli studi, che verrà via via inserito nell’ampliamento della rete regionale e quindi anche dell’utilizzo della tessera elettronica recentemente distribuita. Una utilizzazione sempre più ampia nei vari studi di personale di segreteria e di personale infermieristico sono le altre due forti scelte che caratterizzeranno nel futuro i nuovi studi medici organizzati in varie forme associative. Questo permetterà un aumento ed un miglioramento dell’offerta agli utenti, andando incontro a quelle che sono le richieste che emergono dai mutamenti delle abitudini di vita dell’utenza. Questo investimento proiettato verso una ristrutturazione radicale del territorio tiene però anche conto di quelle che sono le caratteristiche orografiche della nostra regione, permettendo una flessibilità dell’offerta.
Accanto a questo, ma altrettanto importante, l’attenzione rivolta alla prevenzione con forte attenzione ad una sempre maggior copertura della cittadinanza con la vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica, affiancate dai progetti di “screening” dei tumori della cervice uterina e del cancro della mammella. Un altro elemento da sottolineare è quello del mantenimento della capillare diffusione del servizio notturno e festivo della Continuità Assistenziale. Non possono mancare le note dolenti: in primis il mancato aumento del numero dei Colleghi di Guardia Medica, nei punti critici rappresentati dalle città, per permettere al Servizio di uscire dalla sofferenza che non consente di dare risposta adeguata all’utenza. Infine ultimo, ma non certo per importanza, il nodo non ancora affrontato dell’Emergenza Territoriale: servizio a nostro parere fondamentale per tutta la cittadinanza che è per ora presente solamente in due province della nostra regione e che deve trovare un suo sbocco nel passaggio alla Dipendenza.

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